Lo sgraffito nel tempo.

La decorazione a sgraffito non è una tecnica pittorica ma di graffiatura, come indica il nome, graffiare o sgraffiare. In Italia questo tipo di decorazione fu utilizzata fin dal rinascimento per abbellire facciate di case e palazzi. L’origine del termine e le radici della tecnica sono però molto più antiche.

Il termine sgraffito deriva dal greco graphis o grafeion (lat. Graphium e anche stilus), si riferisce alla sottile punta (di metallo, osso o avorio) utilizzata dagli antichi per scrivere e disegnare a secco.

La pratica del graffito risale alle origini delle civiltà, le pietre nelle grotte del Paleolitico documentano questa attività artistica.

Nelle diverse epoche storiche si è continuato a decorare sulle pareti intonacate vari generi di figure. La graffiatura fu utilizzata in special modo nella decorazione di ceramiche (etrusche) ma anche dei metalli, o delle cassette sacre (kistai). L’incisione di figure su vasellame in terracotta, probabilmente di origine corinzia, trova la massima espressione nella ceramica antica del VI secolo; le note ceramiche a figure nere.

In seguito, soprattutto nel XV e XVI secolo termine “sgraffito” venne per lo più destinato a identificare la particolare tecnica decorativa utilizzata per abbellire le facciate dei palazzi.

Il procedimento della decorazione a sgraffito si puņ riassumere nel seguente modo:

  • Si stende sul muro uno strato di calcina colorata, in origine si utilizzavano per la colorazione erbe bruciate o sostanze di tonalità scura.
  • Una volta asciutto il primo strato si stende uniformemente quello successivo, di calcina chiara.
  • Sul secondo strato, tramite il metodo dello spolvero, viene segnata la traccia per la decorazione.
  • Con un punteruolo appuntito (sgraffio) si compie la decorazione, togliendo la calce chiara in modo da lasciar apparire lo strato sottostante.

Ancora oggi la tecnica della decorazione a sgraffito viene utilizzata come decoro semplice e prezioso per ornare e facciate e decorare interni. Un disegno scelto ed eseguito in armonia con toni cromatici e lo stile architettonico del contesto dona all'edificio un particolare pregio artistico.

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